La cattura diretta dell’anidride carbonica dall’aria è considerata un possibile tassello per raggiungere emissioni nette pari a zero. Le tecnologie attuali sono però complesse. Nell’aria ci sono solo circa 430 parti di CO₂ per milione: occorre quindi spostare grandi volumi attraverso materiali filtranti e poi rigenerare i filtri, spesso con vuoto e calore. Il processo richiede energia e materiale. [1][2]
Un ciclo in meno di un secondo
I ricercatori dell’Empa di San Gallo propongono un principio diverso. Rivestimenti ultrasottili contenenti ammine dovrebbero legare la CO₂ direttamente sulla superficie, invece di immagazzinarla in profondità in un materiale poroso. Ogni passaggio catturerebbe meno gas, ma il ciclo completo di assorbimento e rilascio dovrebbe durare meno di un secondo anziché diversi minuti. Il sistema compenserebbe quindi la capacità minore con una frequenza molto elevata. [1]
Il concetto ricorda un nastro trasportatore. Una superficie rivestita attraversa continuamente due zone separate. Nella prima incontra l’aria ambiente e trattiene la CO₂. Nella seconda viene riscaldata a pressione ridotta e libera il gas in forma concentrata. Poiché si scalda solo uno strato sottilissimo, il consumo energetico potrebbe diminuire. La rotazione dei cilindri potrebbe inoltre contribuire a muovere l’aria. [1]
Non è ancora un sistema operativo
La ricerca è in una fase iniziale. All’Empa manca ancora una piattaforma capace di misurare con precisione l’assorbimento e il rilascio in frazioni di secondo; la sua realizzazione è il prossimo passo. In seguito andranno verificate la stabilità dei rivestimenti su molti cicli, le guarnizioni e le zone di pressione ad alta velocità di rotazione. [1]
Si tratta dunque di un concetto scientifico promettente, non di un impianto pronto all’uso. Resta da provare se il metodo possa competere con le tecnologie attuali per quantità di CO₂ trattata per volume e tempo. Se funzionasse, molte unità modulari più piccole potrebbero sostituire pochi grandi impianti. A lungo termine, l’iniziativa «Mining the Atmosphere» mira anche a usare il carbonio catturato come materia prima per materiali e sostanze chimiche. [1]
*Immagine: illustrazione generata dall’IA; OpenAI / redazione Helvetia.rocks; licenza: AI-generated.*
