Sopra Kreuzlingen si distende un ampio cielo grigio-azzurro. I lampioni sono già accesi e la loro luce calda cade sull’asfalto. Un’auto viene incontro; più lontano, fari e fanali posteriori si susseguono tra le case. Sulla corsia ciclabile, una persona con una giacca rossa si allontana verso il fondo dell’immagine. Lo sguardo porta verso il valico di frontiera in direzione di Costanza.
La fotografia ferma un momento ordinario. È proprio qui il suo fascino. Nessuno posa, nessun evento occupa il primo piano. Le persone si spostano, a piedi, in auto, in bicicletta. L’immagine non rivela dove siano dirette. Mostra soltanto questo breve frammento di una sera in cui la città è ancora in movimento.
A sinistra, gli alberi si alzano davanti a balconi e vetrine. Le loro chiome conservano molto verde. Più in là, un albero slanciato mostra già i colori dell’autunno. A destra, una facciata chiara con file di finestre scure entra nell’inquadratura. In mezzo si aprono la strada e una striscia di cielo. Case più vecchie ed edifici recenti sorgono vicini; lo sguardo passa da un tetto all’altro.
Kreuzlingen e Costanza: due nomi di città, due Paesi, e qui una strada che l’occhio segue senza interruzioni. Senza sapere dove è stata scattata la foto, probabilmente si vedrebbe anzitutto una comune scena urbana sul far della sera. Questa sola inquadratura non permette di individuare con certezza il confine nazionale. In primo piano ci sono soprattutto percorsi, facciate e persone.
Ne nasce una riflessione discreta sulla vita accanto a un confine. Una carta geografica traccia una linea. Una fotografia trattiene ciò che accade vicino a quella linea. Lo sguardo si sofferma sulla luce sull’asfalto, sulla giacca rossa in bicicletta, sull’albero tra le case. Per un istante, le grandi divisioni geografiche lasciano spazio alle piccole cose.
Mentre il cielo si fa più scuro, lampade e finestre custodiscono i colori della sera. Il giallo caldo della carreggiata contrasta con il grigio freddo in alto. In questo momento, Kreuzlingen appare come un luogo di passaggi e di movimento. E verso Costanza la strada continua.
